La storia
Sul Lungarno Benvenuto Cellini, Saporium si presenta come un'indirizzo stellato Michelin che mette il vegetale al centro della scena. Il creatore Francesco Zini lo definisce "eccezionale", con un focus sulla sostenibilità e un menu degustazione creativo che ha "impressionato anche i neofiti". Il percorso parte dal Topinambur, Piselli e Chips di Topinambur, prosegue con la sorprendente "La Stagione Che Non C'è", e poi con un Risotto all'Aglio Orsino con Gemme di Abete Balsamico.
Tra i primi spiccano la Tagliatella al Pomodoro Verde e la Pappardella al Cibreo, mentre il finale dolce gioca su contrasti: Albicocca Grigliata con Gelato di Mandorla Amara e l'elegante "La Rosa di Caterina". Un'esperienza che, parola di Zini, conquista anche i palati meno avvezzi alla cucina d'autore, in una cornice intima e raffinata perfetta per una serata speciale.
Sintetizzato dall'intelligenza artificiale a partire dalle recensioni di ogni creator. Prima revisione 2026 .
I piatti più amati
Sintesi AI di cosa dicono 7 menzioni di piatti sul cibo
Al Saporium, la rosa di Caterina è il piatto più lodato, un trionfo di delicatezza. L’atmosfera generale è quella di una cucina calda e appagante.
“Questo è il dessert iconico del ristorante, dedicato a Caterina de' Medici. È una reinterpretazione del classico zuccotto fiorentino: base di pan di Spagna, ricotta, gocce di cioccolato, inserto di frutti rossi e alkermes di Santa Maria Novella. Lo chef lo faceva con suo nonno, che stemperava l'alkermes con il latte per lui da bambino. È un'interpretazione magistrale — si sente l'essenza dello zuccotto ma anche l'infanzia dello chef. L'alkermes è vero, si sente. Molto buono.”
Cosa dicono i creator
1 creator ha trattato Saporium . Più attivi: Francesco Zini
Un ristorante stellato Michelin eccezionale a Firenze con un focus sul vegetale e la sostenibilità, che offre un menù degustazione creativo e memorabile che ha impressionato anche i neofiti.
Piatti menzionati
Topinambur, Piselli, Chips Topinambur
Questo è un piatto simile a un risotto con topinambur e piselli, legato con burro. Accanto c'è uno gnocco di patata arrostita con cozze ed emulsione al cipollotto. Poi una piccola tartelletta con branzino marinato e bacche rosse. Infine, un bicchierino con parfait di fegatini di pollo, base pralinata e gel di vino sopra. È un inizio molto goloso e citrico, quasi decadente.
La Stagione Che Non C'è
Questa è un'insalata che rappresenta la stagione che non c'è. Sotto c'è frutta raccolta da aprile 2024 a oggi — ciliegie, fragole, cachi, fichi — conservati attraverso il fermentation lab: sotto sciroppo, sotto aceto, conservati. Le erbe principali sono del nostro orto e spontanee del borgo. Condita con tre clorofille: cipollotto, ortica e menta. Va mangiata a sezioni, ogni parte racconta un momento dell'anno. È un concetto molto interessante, lavorare il vegetale con rispetto usando i metodi di conservazione. Potrebbe quasi essere un dolce.
Risotto Aglio Orsino e Gemme di Abete Balsamico
Questo è un risotto con aglio orsino, che amo follemente, in abbinamento con gemme di abete balsamico — i getti dell'abete quando cresce in primavera. Il riso è tostato a secco e cotto ad acqua. Le gemme d'abete sono molto interessanti, amplificano il sentore erbaceo dell'aglio orsino e puliscono il palato con questa parte balsamica. Il riso è cotto alla perfezione, senti il chicco ma non disturba sotto i denti. La mantecatura è ottima, la texture dell'olio lo rende più grasso sotto il palato ma comunque molto pulito.
Tagliatella al Pomodoro Verde
Questa è una tagliatella in bianco con pomodoro verde, uno degli ingredienti che amo di più. La pasta è cotta in un burro dove tostiamo del finocchio, poi la leghiamo con acqua di pomodoro verde, mantechiamo leggermente, mettiamo filettini di pomodoro conservato in salamoia e fiori freschi che sanno di anice. Sembra una pasta asciutta senza niente, ma quando la metti in bocca il sapore è impressionante. Senti la dolcezza del burro, è grasso e acido ma bello deciso. La consistenza della tagliatella è quasi croccante, la senti sotto i denti. Ingredienti semplicissimi — finocchietto, pomodoro, burro, pasta — ma combinati in modo stupendo.
Pappardella al Cibreo
Questa è una pappardella in bianco con cibreo, un piatto povero tradizionale fatto con ritagli di pollo — creste, gargagozzi, durelli, fegatini — in un soffritto pesante di cipolla. Lo chef lo interpreta come un ragù. Il sugo ha una consistenza gelatinosa, una concentrazione di cartilagine e pomodoro. Il collagene ti rimane sulle labbra, è incredibile. La pasta ha la stessa texture cristallina, quasi plastificata della tagliatella precedente, si infrange sotto i denti. È la prima volta che mangio il cibreo e sono felice che sia stato questo, perché sarà difficile trovarne uno di questo livello. È goloso, dolce a tratti. Questa è la manifestazione perfetta di prendere la tradizione classica italiana e proiettarla nel futuro.
