La storia
Nel cuore dell'Umbria, a Monte Castello di Vibio, la Cantina Iacopo Paolucci racconta una storia di passione e territorio. Iacopo ha iniziato da zero, piantando i vigneti nel 2012 e costruendo la cantina nel 2016, con un approccio biologico e una dedizione assoluta alle uve autoctone. Come sottolinea il creatore JustUs, il suo lavoro si basa su interventi minimi, lieviti indigeni e bassi solfiti.
È particolarmente orgoglioso del recupero del Grero, una varietà locale quasi estinta che è stato tra i primi a reimpiantare e che oggi è emblematica del suo progetto. Tra le etichette da assaggiare spiccano il Trebbiano Spoletino, il Grechetto e appunto il Grero, espressioni autentiche e minime di un territorio che Iacopo ha scelto di custodire con cura.
Sintetizzato dall'intelligenza artificiale a partire dalle recensioni di ogni creator. Prima revisione 2023 .
I piatti più amati
Sintesi AI di cosa dicono 3 menzioni di piatti sul cibo
Alla Cantina Iacopo Paolucci, il piatto più lodato è il "Grero", un vitigno rosso che conquista con la sua profondità. L'atmosfera è calda e accogliente, perfetta per un'esperienza genuina e appagante.
“Un vitigno rosso storico quasi completamente abbandonato. Il produttore lo ha riscoperto ed è stato tra i primi a reimpiantarlo nella zona di Todi. È appassionato nel far rivivere questo patrimonio locale. Il vino mostra note speziate di cannella e pepe nero.”
Cosa dicono i creator
1 creator ha trattato Cantina Iacopo Paolucci . Più attivi: JustUs
Iacopo Paolucci gestisce una piccola cantina biologica a Monte Castello di Vibio, in Umbria, concentrandosi sulle uve autoctone. Ha iniziato da zero, piantando i vigneti nel 2012 e costruendo la cantina nel 2016. Lavora con interventi minimi, usando lieviti indigeni e bassi solfiti. È particolarmente orgoglioso del recupero del Grero, una varietà locale quasi estinta che è stato tra i primi a reimpiantare, e che oggi è emblematica del suo progetto.
Piatti menzionati
Trebbiano Spoletino
Il produttore realizza due versioni di questo vitigno bianco locale, puntando a esprimere il terroir della zona di Todi. Usa interventi minimi, lieviti indigeni e bassi solfiti.
Grechetto
Un altro vitigno bianco autoctono della regione, prodotto in un'unica versione. Il produttore segue la stessa filosofia naturale: nessuna stabilizzazione forzata, nessuna filtrazione, lieviti indigeni.
Grero
Un vitigno rosso storico quasi completamente abbandonato. Il produttore lo ha riscoperto ed è stato tra i primi a reimpiantarlo nella zona di Todi. È appassionato nel far rivivere questo patrimonio locale. Il vino mostra note speziate di cannella e pepe nero.
